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Foria: il lubrificante alla cannabis che provoca fino a 15 minuti di orgasmi multipli

Foria lubrificante cannabisUn lubrificante vaginale a base di cannabis e olio di cocco, già testato su cento donne, che hanno riscontrato fino a 15 minuti di orgasmi multipli, da sole o con un partner. Foria – questo il nome del lubrificante – promette di rivoluzionare l’esperienza sessuale delle donne mettendo a frutto una conoscenza che da sempre fa parte del bagaglio di conoscenze di molte culture tradizionali: l’utilizzo della marijuana come afrodisiaco naturale.

UN’ESPERIENZA FUORI DAL COMUNE. Foria è stato messo a punto dal collettivo “Aphrodite group”, gruppo di pazienti di cannabis terapeutica e operatori sanitari che si pone il duplice obiettivo di “garantire terapie a base di cannabis sicure e di alta qualità” e di “accrescere l’accesso delle donne al piacere ed al benessere attraverso terapie naturali”. Foria è a base di cannabis (con thc) e potenziato con olio di cocco, che garantisce un buon odore e una protezione naturale dalle infezioni vaginali grazie al ph naturalmente basso. È stato sperimentato da donne dai 21 ai 70 anni, sia da sole che con partner maschili o femminili, le quali hanno testimoniato esperienze molto diverse tra loro. Alcune donne hanno testimoniato maggior rilassamento ed afflusso sanguigno con una conseguente amplificazione dell’esperienza sessuale, altre una maggior facilità a raggiungere orgasmi di maggiore intensità, sino ad alcuni casi in cui si sono registrate esperienze fuori dal comune, come orgasmi multipli e prolungati della durata di 15 minuti.

fonte: dolcevitaonline.it

Come smaltire in fretta il THC dalle urine? 5 possibili rimedi di emergenza

test-thc-urineIl THC rimane rintracciabile all’interno delle urine per qualche giorno nel caso dei consumatori saltuari e fino ad un mese per quanto riguarda i consumatori più assidui. Nessuna altra sostanza vietata è rintracciabile per così tanto tempo, né la cocaina (massimo 10 giorni) né anfetamine e mdma (massimo una settimana). In caso abbiate all’orizzonte dei controlli delle urine il consiglio di base è quindi quello di non consumare cannabis almeno nei 30 giorni precedenti alle analisi, ma se ciò non è stato possibile, esistono alcuni rimedi di emergenza che possono aiutarvi.

Una premessa è comunque d’obbligo, nessuno dei metodi che vi illustreremo in seguito ha un’efficacia verificata a livello scientifico (anche perché pare che nessuna ricercatore istituzionale si sia mai dedicato alla cosa…), ma la sua stesura è basata su alcune ricerche indipendenti pubblicate all’estero e su varie esperienze legate a peripezie personali raccolte sul forum di Enjoint, la più grande comunità cannabica italiana. Quindi, se siete arrivati un po’ “lunghi” con i tempi e avete bisogno di cercare di velocizzare lo smaltimento dei residui di THC dalle vostre urine, potete provare con uno dei consigli di seguito, o ancora meglio provando a seguirli tutti. La prossima volta però cercate di gestirvi meglio, perché l’unico metodo certo è quello di non consumare cannabis per almeno 30 giorni prima delle analisi.

1. CERCA DI FARE TANTO SPORT.
I metaboliti del THC si immagazzinano nelle cellule adipose. Per questo motivo le persone in sovrappeso hanno un periodo di rilevamento della cannabis più lungo rispetto a chi è normopeso. Più massa grassa hai nel corpo e più a lungo il THC è rintracciabile. Quindi il primo consiglio è quello di fare sport (almeno 30 minuti di corsa al giorno). Più sei un tipo sportivo e con poca massa grassa, meno tempo il THC sarà rintracciabile nelle tue urine, inoltre la sudorazione aiuterà il processo di smaltimento. Ricordati però di fermare l’attività negli ultimi giorni prima dell’esame: l’attività fisica aumenta la velocità di smaltimento dei metaboliti nelle urine, quindi è meglio non presentarsi al test troppo a ridosso degli ultimi allenameti.

2. FAI UN PO’ DI DIETA E MANGIA LE FIBRE.
Essendo che il grasso è il primo nemico dello smaltimento veloce del THC un altro consiglio essenziale è quello di cercare di perdere qualche chilo prima del gran giorno. Un’altra buona idea è quella di selezionare i cibi che andranno a comporre la dieta, è molto importante mangiare spesso cibi ricche di fibre, questo perché le fibre aiutano il corpo ad espellere i metaboliti tramite l’intestino, piuttosto che tramite le urine.

3. BEVI MOLTA ACQUA E MOLTE BEVANDE NATURALMENTE DIURETICHE.
Uno dei rimedi casalinghi più diffusi è quello di bere molta acqua (otto bicchieri grandi dovrebbero andare bene) la sera precedente al test. Questo perché ingerire liquidi aiuta a diluire temporaneamente l’urina diminuendo la percentuale di THC in essa contenuta. E’ un rimedio utile ma vanno tenute presenti alcune problematiche: oggi molti test verificano la concentrazione di creatina nelle urine (un dato troppo basso è indice del fatto che siano state diluite) ed anche colore e aspetto delle stesse. Bevendo molti liquidi il livello di creatina si abbassa e le urine diventano di un color trasparente assai sospetto. Ma si può rimediare: fare due o tre pasti a base di carne rossa nei giorni precedenti al test riporterà nella norma la quantità di creatina nelle urine, in alternativa è possibile assumere creatina in polvere; mentre assumere 50-100 mg di vitamina B2 o B12 un’oretta prima del test riporterà il colore delle urine alla normalità.

4. COME AFFRONTARE LE ANALISI: VIA LE PRIME E LE ULTIME GOCCE.
Quando arriva il giorno X è bene tenere a mente ancora un paio di consigli: mai dare per le analisi la prima pisciata del giorno, e possibilmente neanche la seconda: sono le più sporche e le più ricche di metaboliti. Se l’esame è di mattina cerca di alzarti abbastanza presto per offrire ai controlli la terza dose quotidiana. Un altro scrupolo importante è quello di non mettere nel raccoglitore l’inizio né la fine: comincia a farla nel gabinetto, quindi fermati e riempi il campione, infine torna al gabinetto per l’ultima parte.

5. SE SEI VERAMENTE DISPERATO: IL RIMEDIO DEGLI AUDACI.
Se le analisi sono a sorpresa, o se sei stato incapace di gestirti ed hai fumato a ridosso del test, sappi che i vari sotterfugi che hai letto fino ad ora potrebbero non bastare. In questo caso l’unica ancora di salvezza può essere rappresentata dal rimedio più efficace di tutti, ma anche il più audace e rischioso: dagli un campione non tuo. Occorre trovare un amico fidato, con le urine sicuramente pulite, e che abbia possibilità di consegnarti il suo campione pochi minuti prima del test (in alternativa va scaldato prima di recarti all’esame). Occorre però avere nervi freddi e sperare di non trovarsi di fronte a controllori troppi ligi alle regole per non essere scoperti nell’atto dello scambio dei campioni. Per chi vuole esagerare esiste però una soluzione sicura anche in questo caso: il fallo finto. In commercio se ne trovano (ma vanno oltre i 100euro), in gran parte di produzione olandese, sono pensati esattamente a questo scopo ed all’interno il sacchetto per contenere l’urina pulita è pure termoriscaldato. Chi l’ha adoperato sostiene che sia un metodo sostanzialmente infallibile…

fonte: dolcevitaonline.it

La prima fiera della canapa in Sicilia, a Catania ad Aprile 2015

Fiera-Canapa-SiciliaSi chiamerà Malacanapa e sarà la prima fiera dedicata alla canapa in Sicilia.

Dal 24 al 26 aprile presso il centro fieristico “Le Ciminiere” a Catania, una tre giorni che si promette di “cancellare il muro di ignoranza che circonda questo straordinario vegetale”.

All’interno della fiera si troveranno dolci, prodotti da panificio, produttori di materiali edili e coibentanti, aziende che lavorano tessuti, abbigliamento e cordame, produttori di mangimi e lettiere per animali, materiale bio-plastico, cosmesi e prodotti salutistici a base di canapa. Previsti anche momenti informativi con alcuni incontri ai quali parteciperanno docenti di istituti universitari dove si sperimentano i derivati della canapa, ed una competizione sportiva con il campione intercontinentale di Thay Boxe Calogero Palmeri che, prima dell’incontro, terrà una piccola conferenza per parlare dei benefici dell’impiego dei semi di canapa e dei suoi derivati come integratori alimentari.

Quello previsto a Catania sarà il quarto evento fieristico dedicato alla canapa in Italia, dopo la Indica Sativa Trade di Fermo (prima edizione nel 2013) e le appena nate fiere di Napoli e Roma, mentre da mesi si parla anche di una possibile nuova fiera da svolgere a Bologna (o Milano?).

Un segnale positivo che testimonia un nuovo clima anche nel nostro paese, nel quale si nota un grande e inedito interesse verso l’organizzazione di eventi sulla canapa. L’auspicio è che tante fiere non portino a dividere risorse, energie e visitatori. Sarebbe un peccato.

Per informazioni sulla fiera: www.malacanapa.it

fonte: dolcevitaonline.it

 

Sentenza della Cassazione: il consumo di cannabis in gruppo (forse) non è più reato

consumo-cannabis-300x168Tra le conseguenze della bocciatura della legge Fini-Giovanardi è ora riconosciuta anche la non punibilità dell’acquisto di cannabis al fine del consumo di gruppo, ma a precise condizioni. 

La Cassazione ha infatti riconosciuto anche in questo caso il ritorno in vigore della precedente legge (Iervolino-Vassalli del 1990) mitigata dal referendum radicale del 1993 il quale aveva già depenalizzato il consumo personale e di gruppo. Mentre la Fini-Giovanardi sancendo la non punibilità solo del consumo “esclusivamente personale” aveva trasformato in spacciatori dinnanzi alla legge anche chiunque fosse stato trovato a comprare fumo per sé ed un paio di amici.

Ora è la sentenza 532/14, pubblicata il 9 gennaio dalla terza sezione penale della Cassazione, ad esprimersi sulla vicenda, anche se come vedrete la situazione rimane poco chiara, con troppi cavilli che si prestano ad interpretazioni di stampo differente.

CONSUMO DI GRUPPO LEGALE, MA CON MOLTI SE. La sentenza della Cassazione legalizza il consumo di gruppo, ma appunto con molte condizioni. La Cassazione ha infatti confermato la condanna per spaccio a due giovani. Questo in quanto – come precisato da Dario Ferrara sul portale d’informazione giuridica Cassazione.net – “la giurisprudenza di legittimità pone paletti stretti all’irrilevanza penale dell’uso di droga in gruppo”. La condotta infatti può essere ritenuta legale nel caso di acquisto congiunto, o nel caso in cui un appartenente al gruppo di consumatori proceda all’acquisto collettivo per tutti, ma soltanto se: “L’acquirente è uno degli assuntori della sostanza; l’acquisto dello stupefacente avviene fin dall’inizio per conto degli altri componenti del gruppo; è certa fin dall’inizio l’identità dei mandanti e la loro manifesta volontà di procurarsi la sostanza per mezzo di uno dei compartecipi, contribuendo con i loro soldi all’acquisto”.

I CASI NEI QUALI NON VIENE RICONOSCIUTO IL CONSUMO DI GRUPPO. Non può configurarsi il consumo di gruppo quando manca “la prova certa che sia stato raggiunto un accordo sul luogo e sul tempo nei quali consumare la droga acquistata e non ci sono stati passaggi intermedi per lo stupefacente”. Mentre nel caso della sentenza di colpevolezza in questione, invece, i due imputati si erano appunto già divisi il fumo. Inoltre, affinché la condotta sia decriminalizzata è necessario che emerga una volontà condivisa di procurarsi la sostanza da parte dei membri del gruppo, mentre, in questo caso “i testi riferiscono versioni discordanti sulle quantità di fumo che si aspettavano di ricevere: contro gli imputati pesano il valore della sostanza, nascosta degli slip, e l’improvvisa inversione di marcia della loro auto alla vista della polizia”.

fonte: dolcevitaonline.it

Minori, calo record dei reati in California “dopo la depenalizzazione della marijuana”

Uno studio del centro per la delinquenza minorile dello stato indica una riduzione del 50% di arresti per droga dall’entrata in vigore della legge Schwarzenegger che depenalizza le droghe leggere. Un calo del 16% nei crimini violenti e nel numero di minorenni fermati: da una media di 20 a 7 arresti di minori al giorno secondo le autorità.

IL VENTI PER CENTO di criminalità giovanile in meno, il livello più basso da quando lo stato della California ha iniziato il monitoraggio, nel 1954. E secondo uno studio del centro studi sulla criminalità minorile, questo calo registrato tra il 2010 e il 2011 è dovuto alla depenalizzazione della marijuana.

La ricerca ha preso in esame i minori di 18 anni arrestati in California negli ultimi ottant’anni. Non solo nel periodo 2010/11 il crimine giovanile è risultato al minimo livello, ma sul calo sembra aver influito con decisione la misura del governatore Schwarzenegger, che ha ridotto il reato di possesso di marijuana da reato minore a infrazione. In quell’anno, secondo il centro studi gli omicidi sono calati del 26%, il numero di arresti per i crimini violenti è sceso del 16% e soprattutto gli arresti per droga si sono ridotti del 50%. Nella fattispecie dei fermi collegati alla droga, il grosso del calo risulta dovuto al minor numero di arresti per possesso di marijuana. Nell’anno precedente, gli arresti per marijuana erano il 64% nell’ambito della tipologia di reato, nel 2011 erano ridotti al 46%. Numeri che portano la California ad essere lo stato americano in cui i crimini giovanili si sono ridotti nel minor tempo assoluto.

Il possesso di una modica quantità di marijuana in California è ora un comportamento derubricato da reato non grave a semplice infrazione: se si supera un’oncia di “possesso personale”, l’autorità può infliggere una multa, attorno ai 100 dollari per le quantità indicate. Ma soprattutto, la legge voluta da Schwarzenegger tocca anche i minori, e non solo quelli di 21 anni. Di fatto è un’ampia depenalizzazione, che evita che i minorenni vengano introdotti in strutture giudiziarie e penitenziarie. Dove, secondo Mike Males, esperto di criminalità minorile e ex professore di sociologia a Santa Cruz, “i ragazzi si troverebbero in situazioni peggiori” rispetto alle opportunità della legge Schwarzenegger.

Intanto, autorità californiane dichiarano che rispetto alla media di 20 minori arrestati al giorno, ora si viaggia intorno ai 7. E secondo la ricerca, il fattore determinante nella riduzione della criminalità giovanile è proprio la “manica larga” nei confronti del possesso di marijuana e il generale miglioramento delle condizioni economiche della fascia di popolazione più giovane in California. Elementi come metodi di rilevazione, sentenze dure come deterrente e cambiamenti demografici non vengono giudicati rilevanti.

Fonte: repubblica.it

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